Psicomotricità in acqua

La psicomotricità è una disciplina che basa a propria metodologia su un concetto unitario della persona: “unità corporea e mentale”. Il lavoro psicomotorio ha come obiettivo il consolidamento della disponibilità motoria che si raggiunge attraverso attività funzionali le quali sollecitano: l’aggiustamento posturale allo spazio e al tempo, l’equilibrio, la coordinazione oculo-segmentaria e la coordinazione dinamica generale.

 

Un altro aspetto è il lavoro sul tono che permette di equilibrare la funzione energetica e di evitare l’instabilità psicomotoria che è alla base della difficoltà che, ad esempio, molti bambini presentano nel gestire le proprie capacità attentive.

 

Con la psicomotricità in acqua si utilizza un nuovo elemento, l’acqua appunto, per far intervenire la funzione di aggiustamento e permettere così di sentirsi a proprio agio. Infatti, nell’acqua, cambiano le dinamiche di relazione, di equilibrio, di spostamento nello spazio e le dinamiche di percezione, poiché le sensazioni che si generano attraverso il contatto corporeo con l’aria sono molto diverse rispetto a quelle che si generano con l’acqua. Pertanto, con tale attività, si raggiungerà una migliore conoscenza del proprio corpo,, si potenzierà il sistema nervoso centrale e ciò permetterà di raggiungere uno sviluppo equilibrato di tutta la persona. L’acqua, dal punto di vista educativo, può essere considerata come un qualsiasi mezzo che aiuti la persona a maturare sul piano psico-fisico e sociale e a valorizzare le specifiche potenzialità. Inoltre l’ambiente piscina offre innumerevoli opportunità di sperimentare nuove sensazioni di gioco, divertimento, gratificazione, relazione, sicurezza e autonomia. Queste opportunità sono maggiormente benefiche per i soggetti con difficoltà motoria in fase evolutiva.

 

L’ambiente “acqua” offre migliori opportunità ai disabili fisici, rispetto a qualsiasi altro ambiente, in quanto esso:

  • riduce la forza di gravità, escludendo i problemi di “carico”, esistenti in altri ambienti, con il galleggiamento che si pone in diretta relazione con il grado di rilassamento;
  • favorisce una maggiore ampiezza di movimenti a livello articolare;
  • determina temperature (28° e 32°) e riduce il dolore;
  • aiuta a sentire e valorizzare la parte del corpo malata;
  • è meno stressante per il bambino di altri luoghi dove si effettuano attività ginnico-motorie (es. palestra, ecc…).

L’acqua si rivela, quindi, un mezzo terapeutico molto efficace, in particolare modo per il recupero della motricità. Tuttavia risulta essere molto importante anche se si prende in considerazione la sfera psichica ed affettiva di ogni bambino. Infatti, l’altro scopo che si prefigge tale intervento è quello di favorire l’inserimento di questi soggetti in un ambiente sociale molto stimolante dal punto di vista soci-affettivo e relazionale.